Qual è il futuro delle lingue classiche?

di Dario Iocca Perché preservare il patrimonio classico in un mondo orientato a una concezione utilitaristica dell’istruzione. In un passo tra i più divertenti della sua autobiografia, Winston Churchill racconta il suo primo contatto, a sette anni, con il latino. Il maestro inizia la lezione consegnandogli un foglio con la prima declinazione da imparare a memoria, destando confusione nel giovane: “Posso sapere cosa vuol dire?”. … Continua a leggere Qual è il futuro delle lingue classiche?

L’italiano siamo noi

da Change.org

italiano

Con una recentissima sentenza (n. 42/2017), la Corte costituzionale ha ribadito la centralità costituzionalmente necessaria della lingua italiana, quale elemento fondamentale di identità individuale e collettiva, nonché elemento costitutivo della storia e dell’identità nazionale.

Il giudizio dinanzi alla Corte – traendo origine dalle delibere del dicembre 2011, con le quali il Politecnico di Milano, imponeva l’inglese come “lingua ufficiale” nelle lauree magistrali e nelle Scuole di dottorato, escludendo, dunque, l’italiano – aveva ad oggetto l’art. 2, c. 2, lettera l), della legge 240/2010, che consente, per il miglior perseguimento dell’internazionalizzazione, l’attivazione di corsi “anche” in lingua straniera.

Ora, dice la Corte, “le legittime finalità dell’internazionalizzazione non possono ridurre la lingua italiana, all’interno dell’università italiana, a una posizione marginale e subordinata, obliterando quella funzione, che le è propria di vettore della storia e dell’identità della comunità nazionale, nonché il suo essere, di per sé, patrimonio culturale da preservare e valorizzare”.

Non solo. L’esclusività dell’inglese, “imporrebbe, quale presupposto per l’accesso ai corsi, la conoscenza di una lingua diversa dall’italiano, così impedendo, in assenza di adeguati supporti formativi, a coloro che, pur capaci e meritevoli, non la conoscano affatto, di raggiungere «i gradi più alti degli studi», se non al costo, tanto in termini di scelte per la propria formazione e il proprio futuro quanto in termini economici di optare per altri corsi universitari o, addirittura, per altri atenei”. continua a leggere…

Vacanze, lettura e bambini: 10 consigli

di Sara Artuso Qualche giorno di libertà dalla scuola significa avere più tempo per… leggere! Le giornate di sole e i giochi all’aria aperta rappresentano però un’attrazione più forte dei libri, per i più piccoli. Ma chi dice che non si possano fare entrambe le cose? Ecco perché oggi vi diamo un po’ di dritte per aiutarvi a invogliare i vostri figli a leggere, anche … Continua a leggere Vacanze, lettura e bambini: 10 consigli

Sapere di greco e di latino

di Nunzio La Fauci “Il signor Vladimir, aggiustandosi la cravatta, osservò Verloc nello specchio sopra il camino. – Ho l’impressione lei conosca abbastanza bene il gergo socialrivoluzionario, – disse in tono sprezzante. – «Vox et»… Ma, il latino, l’ha mai studiato? – No, – ringhiò Verloc. – Pretendeva lo sapessi? Io appartengo alla massa. E chi sa il latino? Solo poche centinaia di imbecilli, incapaci … Continua a leggere Sapere di greco e di latino

Dall’utopia al possibile

di Marc Augé “La sola utopia valida per i secoli a venire e le cui fondamenta andrebbero urgentemente costruite o rinforzate è l’utopia dell’istruzione per tutti: l’unica via possibile per frenare una società mondiale ineguale e ignorante, condannata al consumo o all’esclusione e, alla fin fine, a rischio di suicidio planetario”. Proponiamo un capitolo da “Un altro mondo è possibile”, il nuovo saggio di Marc … Continua a leggere Dall’utopia al possibile

La lettura è un piacere, non un obbligo

da Redazione Downtobaker La lettura è un piacere, non un obbligo: ecco perché, per alcuni lettori e in alcuni momenti, imporsi un numero di letture annue non è sempre una buona idea. La lettura è un piacere, non un obbligo. Sembra una frase scontata e ovvia, ma non per tutti: sono sempre di più, infatti, quei lettori che si impongono obiettivi e scadenze per leggere … Continua a leggere La lettura è un piacere, non un obbligo

Analfabeti funzionali, il dramma italiano

di Elisa Murgese Chi sono e perché il nostro Paese è tra i peggiori. Sono capaci di leggere e scrivere, ma hanno difficoltà a comprendere testi semplici e sono privi di molte competenze utili nella vita quotidiana. Nessuna nazione in Europa, a parte la Turchia, ne conta così tanti. Tutti i numeri per capire la dimensione di un fenomeno spesso sottovalutato. Hanno più di 55 … Continua a leggere Analfabeti funzionali, il dramma italiano

Non sanno scrivere. Sarà perché non sanno leggere?

di Andrea Tolu A meno che non siate reduci da un periodo di astinenza volontaria da tutti i mezzi di informazione, avrete sicuramente sentito parlare dell’appello del Gruppo di Firenze a governo e istituzioni, nel quale 600 studiosi, provenienti da ogni campo del sapere, denunciano lo stato penoso del livello di italiano tra gli studenti. Per rimediare al degrado dell’italiano tra i giovani, la soluzione … Continua a leggere Non sanno scrivere. Sarà perché non sanno leggere?

Sull’insulto

di Umberto Eco Oggi il turpiloquio è di uso comune. 
I giovani per scandalizzare gli adulti potrebbero recuperare epiteti come 
allocco, babbiasso, piciu o pisquano. Di una conferenza che dovevo fare a Camogli “la Repubblica” ha pubblicato un estratto (dicendo che non si trattava del testo completo); ma il mondo è pieno di gente che legge le prime righe di un testo e ne fa … Continua a leggere Sull’insulto

‘Se potrei’ e altri orrori: come si usano i verbi

di Mariangela Galatea Vaglio Oh davvero, il verbo è tutto. Volete fare una frase? Ci vuole un verbo. Voi mi direte: “No, guarda, ci stanno pure le frasi senza verbo.” Il che è vero, ma poi vedremo che magari un verbo, in qualche modo, ce l’hanno pure loro. Quindi, il verbo, dicevamo. Il verbo, nelle frase, fa tutto. Senza, è come fare un aperitivo senza … Continua a leggere ‘Se potrei’ e altri orrori: come si usano i verbi

Lo sviluppo di un paese passa per l’educazione linguistica (sì, e ora cosa facciamo?)

di Simone Giusti Non è semplice discutere ai tempi dei social network. Le notizie rimbalzano dai giornali online alle pagine e ai profili Facebook, vengono twittate e ritwittate, riprese dai blogger e poi di nuovi dai giornali, dalle radio, dalle tv. E poi ci sono i commenti, sempre più inopportuni man mano che il pubblico si allarga, quasi che i lettori (pseudolettori) vogliano dimostrare la … Continua a leggere Lo sviluppo di un paese passa per l’educazione linguistica (sì, e ora cosa facciamo?)