“Gatsby, nella sua grandezza, assiste da spettatore al patetico spettacolo del mondo”. Dialogo con la filosofa intorno al capolavoro di Fitzgerald

di Davide Brullo. Di Gatsby, il Grande, abbacina la bianchezza, come se fosse un Moby Dick in statura umana, l’inafferrabile esigenza della purezza. Nella versione del Grande Gatsby secondo Alessandro Pugliese, usata per la nuova, splendente edizione del capolavoro di Francis Scott Fitzgerald (Marietti 1820, 2019), la parola bianca ricorre 18 volte e la parola bianco 9. Il bianco è censimento di momenti capitali – quando Gatsby bacia Daisy, “e l’incarnazione fu … Continua a leggere “Gatsby, nella sua grandezza, assiste da spettatore al patetico spettacolo del mondo”. Dialogo con la filosofa intorno al capolavoro di Fitzgerald

Fu vana gloria

di Terry Passanisi. Illuminatissimi politicanti che rimuovete gli striscioni in memoria di Giulio Regeni (e di una verità che non vi interessa assolutamente rivendicare), no, non avete capito che non vincerete mai; non è possibile. Avete sempre perso, mille volte, e la storia non l’avete ancora imparata. Togliete uno striscione, e noi ne riappendiamo cento. Per non parlare degli ispiratissimi scribacchini al soldo di certa … Continua a leggere Fu vana gloria

Incel inside

da redazione Downtobaker. È emersa la curiosa notizia che il personale di una base aerea nel Maryland ha ricevuto una sessione informativa sulla “minaccia” degli incel. Ricordate?, i maschi che si lamentano di non scopare, odiano le donne e talvolta passano alle maniere forti per far capire quanto sono disadattati. Trovo interessanti due aspetti: il primo è che solo perché questi uomini arrabbiati se ne … Continua a leggere Incel inside

James Joyce, viaggio al termine del Novecento

di Stefano Bartezzaghi. Con l’”Ulisse” sconvolse il romanzo. Con “Finnegans Wake” andò oltre, inventando un poema dalla lingua babelica dove i miti si confondono con le canzonacce. L’ammiratore Umberto Eco lo definì «terrificante». “Riverrun”, “Meandertale”, “Chaosmos” sono tre fra le parole-chiave (molte, e tutte assenti da ogni vocabolario) del romanzo di cui l’autore stesso pensava: «Forse è una follia. Si potrà giudicare solo fra un … Continua a leggere James Joyce, viaggio al termine del Novecento

Il gioco da tavolo de “Il nome della rosa”

da redazione Downtobaker. Come la stessa scatola riporta, il gioco è liberamente tratto dal celebre omonimo romanzo di Umberto Eco da cui prende in modo efficace l’ambientazione generale ed il genere “giallo”. Esattamente come per il romanzo, infatti, il gioco si svolge in sette giornate all’interno del monastero, durante le quali i giocatori dovranno usare il proprio istinto e la propria deduzione per scoprire l’identità … Continua a leggere Il gioco da tavolo de “Il nome della rosa”

Pride

di Ilaria Grasso. Sarebbe stata una gran bella marcia nuziale se solo fosse stato riconosciuto l’amore che com’è noto dev’essere privo di ambivalenze. Questo corteo scorre come me fluido senza la tenerezza delle tue guance e con l’aspro sapore della colpa nella tua bocca. Costante l’interrogativo nello schema: vale o non vale essere sempre esposti al sole? Rischiare che la pelle bruci? Mi sono data … Continua a leggere Pride

Il «trantran*»

di Gianni Rodari. Il professor Grammaticus si avvicinò all’uomo che aveva appena finito di inchiodare il cartello a un palo. — Scusi, — lo interpellò. — Dica, dica. — E sicuro che quel cartello vada bene? — A me lo domanda? Non l’ho mica scritto io. Si rivolga al Comune. — Ma secondo lei, sentiamo? L’operaio guardò il cartello come se lo vedesse per la … Continua a leggere Il «trantran*»