8 marzo: quando arte e letteratura significano donna

Dimenticate, ignorate, giudicate per il loro stile di vita e non per le loro opere, relegate in categorie artistiche e letterarie “inferiori”, ma, nonostante questo, sempre presenti. Opere d’arte, romanzi, poesie da scoprire e riscoprire. Le voci di molte donne del passato e del presente. Continua a leggere 8 marzo: quando arte e letteratura significano donna

Vitti, la madre di Monica

Originally posted on di Ruderi e di Scrittura:
“Con quel naso non farai mai l’attrice!” Monica era l’antidiva. Una ventenne dalla voce roca e dal naso prominente, pronta a farsi strada tra le bellezze del cinema italiano e straniero degli anni ’60 – Sophia Loren, Anita Ekberg, Gina Lollobrigida. Monica fu anche figlia. Figlia vittima di una madre anaffettiva che l’attrice non smise mai di… Continua a leggere Vitti, la madre di Monica

Jorge Carrascosa, l’uomo che rinunciò alla gloria eterna

È una domenica e le strade sono deserte, non c’è anima viva. Si avverte, chiara, una stranissima sensazione che qualcosa di importante, importantissimo stia per accadere. Sullo sfondo rimbombano le voci, accorate di una telecronaca. A qualche chilometro, a due passi dal mare, si sta disputando una partita di calcio che tutto il mondo sta guardando in diretta televisiva e che tiene col fiato sospeso l’intera Argentina. Continua a leggere Jorge Carrascosa, l’uomo che rinunciò alla gloria eterna

Bianco di B. E. Ellis e tutti i paradossi del mondo contemporaneo

E se quelle di Ellis non fossero solo provocazioni (o il cahier de doléances di un «maschio bianco» inconsapevole dei suoi privilegi), ma un invito a essere più sinceri, più autentici, a pensare con la propria testa senza preoccuparsi costantemente dell’opinione degli altri? Continua a leggere Bianco di B. E. Ellis e tutti i paradossi del mondo contemporaneo

Sono come noi, ma si sentono comunicativi (o della Santa Inquisizione dell’Internet)

Sarò sincero: lo spot è abbastanza infelice, soprattutto di questi tempi, ma non mi è sembrata la cosa peggiore vista ultimamente e, se definirla razzista viene facile e spontaneo alla maggior parte degli spettatori, additarla a Male Supremo mi sembra quantomeno paranoico. Continua a leggere Sono come noi, ma si sentono comunicativi (o della Santa Inquisizione dell’Internet)

Il bisogno di pensare con urgenza storica, il Crepuscolo del mondo di Werner Herzog

L’estetica del Warning è fuori tempo massimo, l’esotismo giornalistico del climate change ha le gambe corte, la distopia è un diritto narrativo che lo scrittore neoliberista si è preso senza rispetto per nessuno tranne che per se stesso, l’ansia della fine ha bisogno di cura collettiva. Continua a leggere Il bisogno di pensare con urgenza storica, il Crepuscolo del mondo di Werner Herzog