Il novaxismo e le sue radici fasciste

di Fabrizio Coscia Non c’è alcun dubbio che il novaxismo abbia una identità ideologica fascista. Possono argomentare tutto il tempo che vogliono intellettuali e filosofi, ma l’anima nera del movimento emersa la scorsa settimana a Roma (al di là delle infiltrazioni più o meno tollerate dai manifestanti) era già implicita nella posizione dei no-vax. Quali sono i suoi ingredienti? Il complottismo – la cui prima … Continua a leggere Il novaxismo e le sue radici fasciste

In lotta contro il destino, le lettere tra Nicola Chiaromonte e Albert Camus

Testimonianza, talvolta commossa e commovente, dell’«amicizia tanto intensa e pudica» che unì per due decenni due giganti del secolo scorso, la corrispondenza tra Albert Camus e Nicola Chiaromonte svela, attraverso la «dura fraternità degli uomini in lotta contro il destino», i segni di una stessa condizione umana e di un comune atteggiamento dello spirito nei confronti della barbarie e della violenza. Continua a leggere In lotta contro il destino, le lettere tra Nicola Chiaromonte e Albert Camus

“Viera. Un’italiana del ’23” di Paola Mattioli: la storia di una vita vissuta con coraggio

Questo prezioso diario è stato ritrovato dalla figlia della protagonista, che ha deciso di farne un libro per ricordare la figura di sua madre Viera e per narrare dal suo punto di vista una fase cruciale della storia italiana. Continua a leggere “Viera. Un’italiana del ’23” di Paola Mattioli: la storia di una vita vissuta con coraggio

Linguaggio inclusivo, androcentrismo, LGBTQI+, schwa, secondo me

Le persone non binarie esistono, non sono un prodotto di fantasia della “teoria gender”, e sono sempre esistite. Ci sono moltissimi riferimenti in culture del passato. Ecco, quindi, l’evoluzione del pensiero alla base del linguaggio inclusivo. La desinenza in ə considera le persone non binarie e – obiettivo tutt’altro che marginale – ne ricorda l’esistenza. Pur condividendo la bontà del proposito, qui è però dove (oggi) mi fermo. Continua a leggere Linguaggio inclusivo, androcentrismo, LGBTQI+, schwa, secondo me

Grazie per aver volato con Alitalia, insomma addio

Grazie a tutti, e un sincero crepate a chi ha lasciato a casa gente per bene e mandato in malora una compagnia di cui, in qualche saltuaria occasione, abbiamo potuto essere orgogliosi. Dopo tanti anni, sembrava bella pure la livrea degli aerei, specie in confronto a quella merda che è stata presentata come il nuovo vestito di ITA o come si chiama/chiamerà. Continua a leggere Grazie per aver volato con Alitalia, insomma addio

Classifica di qualità – ottobre 2021

La Classifica di qualità dell’Indiscreto è stilata tre volte l’anno, a metà dei mesi di febbraio, maggio e ottobre (più un voto speciale di fine anno sulla letteratura straniera), secondo intervalli proporzionati agli archi della produzione editoriale, interpellando i votanti in merito ai migliori libri italiani di narrativa, saggistica, poesia e fumetto del periodo immediatamente precedente. Continua a leggere Classifica di qualità – ottobre 2021

Mimesis, il realismo della letteratura occidentale

“Mimesis. Il realismo nella cultura occidentale”, di Erich Auerbach, pubblicato per la prima volta in tedesco nel 1946 e tradotto successivamente in molte lingue. In Italia è arrivato nel 1956, edito da Einaudi. Erich Auerbach, docente di filologia romanza, in questo saggio, analizza brani di opere letterarie, selezionati per ricostruire modi diversi di rappresentazione della realtà dell’Occidente in momenti diversi della storia della sua cultura. Continua a leggere Mimesis, il realismo della letteratura occidentale

Perché non voglio fare l’editor

Originally posted on ILDA, I LIBRI DEGLI ALTRI:
di Modestina Cedola Tra il 2020 e il 2021 ho seguito un corso base e un corso avanzato per editor, ho imparato molto e mi sono goduta il percorso ma finisco con un’unica ferma convinzione: io non voglio fare l’editor. Per me leggere è sempre stata la possibilità di scoprire il mondo. Nascere e vivere in un… Continua a leggere Perché non voglio fare l’editor

Ma in poesia si possono usare le parole frigorifero, alluce e resilienza?

Sono ormai due secoli che la poesia italiana, uscita dalla gabbia petrarchesca nella quale l’aveva rinchiusa Pietro Bembo con le sue «Prose della volgar lingua» – un trattato che dettò legge dal 1525, quando fu pubblicato, fino più o meno all’altezza di Leopardi – ha cominciato a prendersi la libertà di usare più o meno tutte le parole disponibili: sia per gioco, sia in tutta serietà. Continua a leggere Ma in poesia si possono usare le parole frigorifero, alluce e resilienza?