“Trovate Ortensia!” o il trionfo del tempo

Trovate Ortensia!, Paolo Zanotti (Ponte alle Grazie, 2021)  «Beh, come dire… Ci sono più cose in cielo e in terra di quante non ne acchiappi la nostra filosofia, sicché mentre su Pisa calavano le prime ore della sera, gli instancabili folletti della messinscena scattavano su come molle per andare al lavoro. È a questi invisibili spiritelli – capite – che si devono le differenze di… Continua a leggere “Trovate Ortensia!” o il trionfo del tempo

Robert Frost: la natura e il tormento (a cura di Giulia Bocchio)

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Robert Frost, uno dei maggiori (se non ‘il’ maggiore) poeta americano del Novecento è il solo, nel suo genere, a essere stato insignito per quattro volte del premio Pulitzer, ma non sono i premi che contano, in questo caso. Un premio non racconta necessariamente chi è uno scrittore o una scrittrice, nel migliore dei casi un premio racconta un culmine,… Continua a leggere Robert Frost: la natura e il tormento (a cura di Giulia Bocchio)

L’ECLISSE DI LAKEN COTTLE – Tiffany McDaniel

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Nel suo ultimo romanzo, DeLillo immagina che il mondo si fermi per via di un blackout tecnologico, l’umanità de “Il silenzio” è sconnessa da internet e da se stessa. Il buio di Tiffany McDaniel, giovane scrittrice dell’Ohio – ah questo Midwest! – è buio vero, è assenza di luce, un lento spegnimento del sole che ingoia tutto e tutti: persone,… Continua a leggere L’ECLISSE DI LAKEN COTTLE – Tiffany McDaniel

Vite che non esistono: sull’autobiografia femminile

L’evento della scrittura, di Sara Durantini(13Lab, 2021) Il mio primo incontro con Annie Ernaux è avvenuto tra le pagine di Passione semplice, l’opera in cui la scrittrice francese disseziona l’ossessione fisica e mentale che l’ha unita per un periodo ad un uomo a cui non importava granché di lei. Ricordo di aver provato una sorta di ritegno per quel mettersi a nudo, un pudore per… Continua a leggere Vite che non esistono: sull’autobiografia femminile

La (pen)ultima guerra in Europa

Un tribunale che non permise a un popolo di condannare i propri criminali, facendo di quel popolo intero un criminale, con i risultati che oggi vediamo. Un tribunale che non processò nessuno dei militari occidentali che pure, si conoscevano i nomi, non disdegnarono di partecipare alle violenze sulle donne, si girarono dall’altra parte quando gli interpreti chiedevano di salvare la propria famiglia dal genocidio che si preparava. Continua a leggere La (pen)ultima guerra in Europa