Tra algoritmi e telecamere. Il mondo è una prigione?

da Redazione Downtobaker «Please come back. Il mondo come prigione?” è forse la mostra più “politica” che il Maxxi abbia finora ospitato», scrive la presidente Giovanna Melandri aprendo il catalogo della mostra curata da Hou Hanru e Luigia Lonardelli, «un mosaico delle arti contemporanee», per indagare «con una brutale franchezza d’analisi, i confini soffocanti che, nel mondo occidentale e non solo, tengono a bada la … Continua a leggere Tra algoritmi e telecamere. Il mondo è una prigione?

Perché abbiamo sconfitto l’Ignoranza grazie a Internet ma rischiamo di morire di Ignoranza grazie a Internet

di Simone Tornabene Sei a Catania. Ti ci trovi per la prima volta. Dov’è il bancomat più vicino? Dov’è la farmacia notturna? Qual è il cocktail bar migliore della città? Prima di Internet sarebbe stato difficile per te rispondere a tutte queste domande: saresti stato letteralmente un ignorante, sul tema. L’ignoranza è il male contro cui abbiamo focalizzato tutti i nostri sforzi, da quando esiste … Continua a leggere Perché abbiamo sconfitto l’Ignoranza grazie a Internet ma rischiamo di morire di Ignoranza grazie a Internet

Lo sviluppo di un paese passa per l’educazione linguistica (sì, e ora cosa facciamo?)

di Simone Giusti Non è semplice discutere ai tempi dei social network. Le notizie rimbalzano dai giornali online alle pagine e ai profili Facebook, vengono twittate e ritwittate, riprese dai blogger e poi di nuovi dai giornali, dalle radio, dalle tv. E poi ci sono i commenti, sempre più inopportuni man mano che il pubblico si allarga, quasi che i lettori (pseudolettori) vogliano dimostrare la … Continua a leggere Lo sviluppo di un paese passa per l’educazione linguistica (sì, e ora cosa facciamo?)

Vero, falso o verosimile?

di Alessandro Lanni Se non leggi i giornali non sei informato, se li leggi sei male informato (misinformed)”. In una battuta c’è tutto: la diagnosi e la critica, lo smarrimento e il paradosso del cittadino contemporaneo di fronte al dibattito globale che – per comodità – passa oggi sotto il nome di “post-verità” e di “fake news”. A pronunciarla è stato Denzel Washington in un’intervista … Continua a leggere Vero, falso o verosimile?

Aaron Swartz, il corsaro dell’open access

Da Redazione Downtobaker «C’è un momento, subito prima che la vita diventa non più degna di essere vissuta, in cui il mondo sembra rallentare e tutte le sue miriadi di dettagli improvvisamente diventano brillantemente, dolorosamente evidenti». È l’incipit di un post datato 18 gennaio 2007. È il racconto di un suicidio, si intitola “Un attimo prima di morire”. Lo scrive sul suo blog Aaron Swartz, … Continua a leggere Aaron Swartz, il corsaro dell’open access

Christopher Walken e Il Corvo di Poe

di Terry Passanisi

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Girovagando in Internet, come sono solito fare, mi sono accorto che non ci potrebbe essere momento dell’anno migliore per rivisitare Edgar Allan Poe che la fine dell’autunno, e per ricordare quanto stupefacenti possano essere una poesia e un poema letti da qualcuno in grado sia di dare vita ai loro versi che di possedere un certo non so che nella voce. Quindi, fate un favore più a voi che a chiunque altro, prendetevi un momento del prossimo fine settimana – giusti otto minuti – e ascoltatevi il premio Oscar Christopher Walken leggere una delle opere più famose ed evocative di Poe: Il Corvo.

Dopo che avrete speso quelli che, guardando a ritroso nella memoria la notte seguente, ricorderete come gli otto minuti più piacevoli del vostro week-end, cosa ne sarà di voi stessi? Questa esperienza mistica sarà stata in grado di condurvi fuori, lungo il sentiero segreto di Poe, dove trascorrerete il vostro primo fine settimana invernale (non so dalle vostre parti, ma dalle mie si gela ancora…) raggomitolandovi nel vostro giaccone di lana preferito, annusando gli effluvi di una tisana calda da passeggio, facendovi striminziti più che potete mentre non rinunciate a leggere continua a leggere…

Sabatini: “La lingua italiana si evolve, per fortuna”

di Noemi Milani Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, racconta a ilLibraio.it come si sta evolvendo la lingua italiana, parla dell’abuso dei termini stranieri, di come la scuola può aiutare i ragazzi e dello sdoganamento di alcune norme che, in determinati casi, possono essere superate. Vale anche per il tanto discusso (non) uso del congiuntivo… “La lingua è natura, si evolve“. Come, lo spiega … Continua a leggere Sabatini: “La lingua italiana si evolve, per fortuna”

Un’altra Internet era possibile – il Tascabile

di Andrea Porcelluzzi Al British Museum è custodito un minuscolo taccuino, poco meno di un centinaio di fogli scritti un po’ a matita, un po’ a inchiostro. Sono gli appunti di Samuel Taylor Coleridge tra il 1795 e il 1798, una collezione singolare di “pensieri improvvisi casuali e disgiunti, e fantasie che balzano rapide sulla superficie del flusso di coscienza, con la stessa felice incoerenza … Continua a leggere Un’altra Internet era possibile – il Tascabile

Senza Internet né cellulare: come scoprivano il mondo “Le ragazze di campagna”?

di Redazione Downtobaker Essere una ragazza di campagna non è facile, soprattutto in un’epoca senza internet né cellulari e in cui le donne sono relegate tra le mura domestiche. Una riflessione sulla trilogia cult dell’autrice irlandese Edna O’Brien, che negli anni Sessanta ha fatto scandalo con i racconti della vita sregolata di Baba e Kate, due ragazze che scappano dalla campagna e vivono senza regole … Continua a leggere Senza Internet né cellulare: come scoprivano il mondo “Le ragazze di campagna”?

Siamo già nel post della post-verità – Wittgenstein

di Luca Sofri Piuttosto che riscrivere in altre forme le stesse cose, a proposito dei dibattiti di questi giorni sull’informazione accurata, sulla scomparsa dei fatti, sulla “post verità”, su come siano stati possibili Brexit e Trump, incollo qui qualcosa da Notizie che non lo erano, il libro: buone un anno e mezzo fa come adesso, o forse più buone adesso. Il mondo si è rimpicciolito, … Continua a leggere Siamo già nel post della post-verità – Wittgenstein