La poesia come rito che dà forma al dolore, “In che luce cadranno” di Gabriele Galloni

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La paura di ciò che non conosce turba l’uomo fino a negarne l’esistenza e tutto quanto non si comprende è relegato all’irrealtà. Il distacco ci spaventa e quando la morte ci interessa da vicino non riusciamo neppure a nominarla. Dare forma al dolore diventa la sola via d’uscita per non esserne inghiottiti. Nel tentativo di fare i conti con il timore… Continua a leggere La poesia come rito che dà forma al dolore, “In che luce cadranno” di Gabriele Galloni

Kantor in “Trieste senza bora”

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“I reduci” è il titolo della seconda storia del mio libro “Trieste senza bora”. Il personaggio che mi ha dato l’ispirazione per la figura del Maestro è Tadeusz Kantor e la vicenda che racconto parte da un aneddoto di cui ho scritto in un recente articolo per l’inserto libri del quotidiano Il Piccolo e di TuttoLibri. “I reduci” l’ho presentato… Continua a leggere Kantor in “Trieste senza bora”

Le contesse igieniche che si concedevano all’imperatore per assicurargli la dinastia

Nel romanzo di Barbaro si parla di un fenomeno poco conosciuto ma molto diffuso nelle corti europee dell’Ottocento: le contesse che svolgevano un ruolo ritenuto fondamentale per tenere viva la virilità dell’imperatore e assicurargli un sufficiente numero di eredi. Continua a leggere Le contesse igieniche che si concedevano all’imperatore per assicurargli la dinastia

A proposito di corsivo parlato

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Nella vicenda del corsivo parlato, molto discussa in questi giorni, l’aspetto che mi piace di più è sicuramente il nome. Chi ha inventato la definizione “corsivo parlato” ha avuto una bella trovata davvero. E’ un titolo suggestivo, evocativo, uno squarcio che potrebbe aprire scenari impensabili: come certi libri o certi film che ti conquistano per il titolo e poi scopri… Continua a leggere A proposito di corsivo parlato